Il volo dell'ape. Miele di Matteo Bianda, Ticino

Aprile e maggio, fondovalle

Millefiori di primavera

Il primo raccolto viene dai prati: tarassaco, trifoglio, alberi da frutto, tutto quello che fiorisce nello stesso momento. Il miele è chiaro, dolce e profuma di fiori. Cristallizza in fretta e diventa cremoso.

Tarassaco in fiore con trifoglio bianco e una margheritina

Maggio, boschi bassi e scarpate

Robinia

Arrivata dal Nordamerica, oggi la robinia cresce ovunque nei boschi bassi e lungo le scarpate del Ticino. A maggio si copre di grappoli bianchi che profumano di vaniglia, e per una decina di giorni le api non cercano altro. Il miele è chiarissimo, quasi trasparente, molto dolce, e resta liquido per mesi.

Rametto di robinia con un grappolo di fiori bianchi

Giugno, viali e rive del lago

Tiglio

A giugno i tigli fioriscono lungo i viali e le rive del Ceresio, e per qualche settimana l'aria sa di tiglio anche in città. Il miele è giallo pallido con un riflesso verde, fresco, quasi mentolato.

Rametto di tiglio in fiore con la brattea

Giugno e luglio, versanti boscosi

Castagno

Il castagno copre buona parte dei pendii del Ticino sotto i mille metri. Quando fiorisce, i boschi si riempiono di amenti chiari e di un odore forte, quasi aspro. Il miele è bruno, poco dolce, con un finale amaro che resta a lungo.

Ramo di castagno con gli amenti in fiore

Ritorno all'arnia

Qui il volo finisce.

La bottinatrice rientra carica: il nettare nella borsa melaria, una specie di secondo stomaco, e il polline impastato in due palline sulle zampe posteriori. Da qui in poi il lavoro passa alle api di casa.

  1. Il passaggio

    Appena entrata, la bottinatrice cede il nettare alle api di casa che la aspettano vicino all'ingresso. Glielo passa di bocca in bocca, in pochi secondi, e può ripartire.

  2. La trasformazione

    Le api di casa lavorano il nettare con la bocca e ci aggiungono i loro enzimi: gli zuccheri del fiore si scompongono in zuccheri più semplici. Poi lo depongono in una cella, in un velo sottile.

  3. L'asciugatura

    Il nettare contiene ancora troppa acqua. Centinaia di api battono le ali tutte insieme e fanno correre l'aria tra i favi, finché nel miele resta meno di un quinto di acqua.

  4. Il sigillo

    Quando il miele è maturo, le api chiudono ogni cella con un sottile tappo di cera, l'opercolo. Sotto la cera il miele si conserva per mesi: è la scorta della colonia.

  5. Il polline

    Le palline di polline finiscono in altre celle, vicino alle larve. Le api le pressano con la testa e le impastano con un po' di miele: diventa pane d'api, il cibo della covata. Ogni fiore ha il suo colore.

  6. La danza

    Se i fiori erano generosi, la bottinatrice lo racconta alle compagne con una danza sui favi: la direzione indica dove volare, la durata quanto sono lontani. Poi qualcuna parte, e il volo ricomincia.

In autunno fiorisce l'edera. Quel miele non finisce nei vasetti: resta alle api, come scorta per l'inverno.

Matteo Bianda

Apicoltore in Ticino.

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Il suo lavoro segue il calendario delle fioriture: da un prato all'altro, da un bosco all'altro. Raccoglie solo quello che le api hanno messo da parte oltre alle loro scorte.

Dove
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Api
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Mieli
Millefiori, robinia, tiglio, castagno

Apri un vasetto

Ogni miele porta con sé il polline dei fiori da cui viene: è la sua impronta. Passa sopra un vasetto, o toccalo, per guardarlo in controluce.

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